La crisi e la questione napoletana

27 ottobre 2011

La palese incapacità del governo Berlusconi ad indicare serie vie di uscita dalla crisi che attanaglia il Paese rende ancor più drammatico lo scenario napoletano, caratterizzato da una crescente disoccupazione e dall’assenza di qualsiasi reale prospettiva di sviluppo economico.

L’esecutivo della Federazione della Sinistra è fermamente convinto che tale situazione richieda risposte coraggiose e proposte di alto profilo programmatico.

La quantità e qualità dei consensi raccolti, nel maggio scorso, dal sindaco De Magistris hanno rappresentato la chiara manifestazione della volontà di autentico rinnovamento democratico presente in vasti settori della società napoletana, i quali intendono lottare con determinazione per sottrarre la città a un destino di degrado civile ed ambientale e di emarginazione sociale.

La FdS è fermamente convinta che tale volontà debba solidificarsi trovando un momento di ulteriore coagulo in un concreto progetto di sviluppo e di rinnovamento sociale e morale.

L’iniziativa del Sindaco di Napoli sul lavoro e la proposta dei sindacati di programmare, in Campania, gli Stati Generali dell’economia per mettere a punto una vertenza sul lavoro sono elementi estremamente interessanti per costruire una mobilitazione capace di dare risposta alla grave crisi occupazionale.

In questa prospettiva, l’esecutivo della Fds e il gruppo consiliare comunale si fanno promotori di un percorso che, superando le incomprensioni di questi giorni, in continua interlocuzione con i lavoratori, il sindacato, le forze sociali, il mondo associativo, indichi incisivi elementi programmatici per il rilancio della “questione napoletana” come vertenza di valore nazionale.

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